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ACNE, PSORIASI, DERMATITE: Come riequilibrare il Microbiota Cutaneo

Diversi Studi Scientifici hanno evidenziato che batteri, funghi, virus e protozoi presenti sulla nostra pelle non sono un pericolo, ma addirittura, sono indispensabili per garantire un buono stato di salute della pelle. 

È proprio l’equilibrio tra questi agenti che fa in modo di poter godere di una pelle sana.
Al contrario, la disarmonia tra questi elementi è in grado di dare vita a non pochi disturbi.
Prima di approfondire capiamo meglio cos’è il microbiota cutaneo e quando si forma. 

Quando e come si sviluppa il microbiota cutaneo?

Il microbiota cutaneo si forma al momento della nascita quando il feto passa da un ambiente sterile al mondo esterno, contaminandosi con i microbi vaginali materni.
Bambini nati da parto vaginale acquisiscono comunità batteriche simili al microbiota vaginale materno. Al contrario, il microbiota di un neonato partorito mediante taglio cesareo è inizialmente più simile a quello della cute dalla madre. 

Il momento della nascita segna un cambiamento significativo per la pelle del neonato in quanto subisce le transizioni da un ambiente acquoso e prevalentemente sterile dell’utero ad uno gassoso con costante interazione microbica.
Questo porterà al formarsi su tutto il corpo, di diverse specie e famiglie di microrganismi, all’incirca più di un milione per centimetro quadrato di pelle. 

Diventa quindi un aspetto fondamentale il preservare, durante tutto l’arco della vita,  l’equilibrio di tutti i componenti del microbiota cutaneo, perché non vadano in conflitto tra loro e non diano vita a situazioni spiacevoli quali: Acne, Psoriasi, Dermatiti, Rossori di vario tipo e Malodore. 

Queste patologie della pelle devono essere considerate come delle disbiosi cutanee, ovvero situazioni di disarmonia imputabili all’eccessiva o sbilanciata presenza delle popolazioni di microrganismi che abitano sulla nostra pelle.

Ma vediamo più da vicino queste patologie. 

Come si manifesta un microbiota cutaneo disequilibrato?

  • MALODORE

Un cattivo odore emanato dal corpo è il risultato dei batteri che metabolizzano componenti del sudore come amminoacidi, acidi grassi e glicerolo, producendo acido acetico, acidi grassi volatili, solfanili e tioalcoli.
Il corpo non suda, però, in maniera omogenea su tutta la superficie.
Ci sono zone, come le ascelle, l’inguine, i piedi, solo per citarne alcune, in cui l’umidità è maggiore e quindi si può verificare una condizione più favorevole ad un microbiota cutaneo in disequilibrio.
Per molte persone gestire questa problematica non è cosa facile.
Spesso le interazioni sociali, al lavoro, con gli amici o con il partner diventano occasione di forte disagio.

È possibile “controllare” questa problematica prestando più attenzione a che tipo di tessuti si indossano, aumentando l’igiene personale, variando l’alimentazione, utilizzando deodoranti appositi.
Ma finché non si agirà direttamente alla fonte del problema, e quindi, riportando in equilibrio il microbiota cutaneo, tutte le possibili soluzioni saranno semplici palliativi momentanei.

  • DERMATITE

La Dermatite è uno stato infiammatorio degli strati superficiali del derma che si presenta sotto forma di arrossamento, prurito, desquamazione e ispessimento della pelle.
Ne esistono diverse tipologie, queste sono in grado di colpire adulti, adolescenti e bambini, su varie zone del corpo, indipendentemente dalla cause che le ha generate.
Stress, alimentazione, inquinamento, genetica sono solo alcuni dei fattori che potrebbero dare vita a questo disturbo.
Di base, quando queste variabili entrano in gioco, la prima a risentirne è proprio la stabilità del microbiota cutaneo, dando il via all’infiammazione.

  •  ACNE

L’Acne non è altro che l’infiammazione di follicoli, principalmente quelli del viso, responsabile della comparsa di brufoli, punti neri e pustole.
Nelle donne, ma anche molto spesso negli uomini, già dalla fase adolescenziale, questo disturbo è alla base di insicurezze e complessi verso il proprio aspetto.
La genesi di questa malattia è dovuta ad una variazione nella produzione di sebo e alla colonizzazione batterica eccessiva che va ad intasare la regolare traspirazione della pelle.

Esistono forme lievi, gravi o addirittura acute. Per scongiurare un peggioramento, difficile poi da contenere, è necessario una tempestiva e corretta scelta della strategia da mettere in atto.
Dalle prime comparse, si cerca di intervenire con metodi, il più delle volte, troppo drastici, come ad esempio lo “strizzamento” del brufolo.
Questa pratica non solo è eccessivamente invasiva e traumatizzante per la pelle, ma agisce superficialmente lasciando cicatrici permanenti.

Basterebbe più conoscenza e consapevolezza della reale causa del problema per evitare di compromettere la giusta proporzione delle famiglie batteriche sul derma. 

  • PSORIASI

La psoriasi (Pso) è una malattia infiammatoria cronica che colpisce circa il 2-4% della popolazione mondiale.
A
 seguito di una predisposizione genetica, diversi fattori ambientali, tra cui l’infezione batterica, il trattamento antibiotico o i profondi cambiamenti nella dieta, possono svolgere il ruolo di “trigger”.

L’aspetto della Psoriasi prevede la presenza di arrossamenti a chiazze ricoperte talvolta da uno strato squamoso bianco.
Le zone del corpo più soggette a questa patologia sono i gomiti, ginocchia e cuoio capelluto.
Anche in questo caso, mostrare parti del corpo affette da questo disturbo non è mai piacevole e fonte di stress, il quale va a sua volta ad alimentare la proliferazione della malattia.

Per uscire da questo circolo vizioso è necessario non sottovalutare la Psoriasi ed intervenire massivamente con le cure adeguate e tenere sempre sotto controllo il suo manifestarsi.
Il benessere del microbiota richiede che sia preservata l’eubiosi della pelle, ovvero l’equilibrio tra le popolazioni, questo perché batteri, funghi e virus oltre a collaborare con noi per la salute della pelle, regolano i rapporti reciproci e impediscono che un’altra specie prenda il sopravvento.

Cosa fare per mantenere il microbiota cutaneo in equilibrio?

I prodotti occidentali del XXI secolo, i saponi, i cosmetici, gli antibiotici, gli steroidi e i bagnoschiuma sembrano alterare il normale ambiente microbiologico della pelle.
La stabilità del microbiota si associa infatti, oltre che alla genetica, anche alla chimica cutanea e alla routine personale igienica.

Ad oggi sul mercato e negli annunci pubblicitari, sono già comparsi diversi claims di prodotti cosmetici per la cura personale, i quali promettono una “non interazione” con il microbiota cutaneo.
I punti cardine di questi prodotti sono essenzialmente 3:

  •  “Balance to enhance”
    E quindi l’obiettivo di non variare la diversità della microflora, ma mantenerla in equilibrio bilanciando la composizione del microbiota della pelle;
  •   “Protect to care”
    Proteggersi prendendosi cura del microbiota cutaneo;
  •   “Trigger to activate”
    Per migliorare la diversità del microbiota è necessario l’aiuto di ingredienti attivi (batteri non viventi) che comporterebbero un miglioramento del microbiota stesso.
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